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Regolamento di Sala di studio

ARCHIVIO DI STATO DI GORIZIA

 

REGOLAMENTO DELLA SALA DI STUDIO


Indice

AMMISSIONE in Sala di studio

ASSISTENZA in Sala di studio

BIBLIOTECA D’ISTITUTO

RICHIESTA e CONSULTAZIONE del materiale documentario e bibliografico

CONSULTABILITA’ DEI DOCUMENTI

RIPRODUZIONI

Fotocopie

Scansioni

Fotografie con mezzi propri

PUBBLICAZIONI

Citazioni obbligatorie

Diritto d’autore

Disposizioni

Esenzioni

Pubblicazioni sul web

Tesi di laurea

MOSTRE

RISERVE

 


 

 

AMMISSIONE IN SALA DI STUDIO

L’accesso alla Sala di studio è libero e gratuito; la ricerca è libera e gratuita per motivi di studio e per finalità personali.

E' vietato entrare in Sala di studio per motivi diversi e/o estranei ai fini istituzionali.

Sono ammessi a frequentare l'Archivio di Stato di Gorizia studiosi e ricercatori che abbiano compiuto il diciottesimo anno d'età.

L'accesso alla consultazione è consentito anche agli studenti di età inferiore solo se accompagnati da un adulto.

Per l’ammissione in sala lo studioso è tenuto obbligatoriamente a compilare la domanda di ammissione su apposito modulo, o per uso studio (fac-simile) o per uso amministrativo (fac-simile ), indicando le proprie generalità, l’argomento e la finalità della ricerca, e a esibire un documento di identità valido, i cui estremi saranno trascritti sulla domanda a cura del personale.

Ogni nuova ricerca richiede una nuova domanda di ammissione.

Sottoscrivendo la domanda di ammissione l’utente acconsente al trattamento informatico dei propri dati personali. L’Archivio di Stato di Gorizia effettua il trattamento dei dati personali degli studiosi in ottemperanza a quanto disposto dal D. Lgs. n. 196/2003. Il trattamento, svolto con o senza l'ausilio dei mezzi elettronici, è effettuato per i soli fini connessi all'esercizio della disciplina che regola i rapporti tra Archivio e utenti. Non si farà luogo a diffusione alcuna di tali dati.

La domanda di ammissione alla Sala di studio è sottoposta ad apposita autorizzazione della Direzione. L’autorizzazione è valida per l’anno solare.

Lo studioso è tenuto ad apporre la propria firma, in forma leggibile, sul registro delle presenze giornaliere al momento dell’accesso in Sala di studio.

Lo studioso è tenuto a segnalare al personale incaricato l’eventuale momentanea uscita dall’istituto.

La capacità ricettiva della Sala di studio è di 6 postazioni, con 6 prese elettriche per PC portatili. Nel caso in cui tutti i posti siano occupati, l’utenza ne verrà informata tramite un avviso posto all’ingresso della sala; in tale caso l’accesso non sarà consentito.

In Sala di studio è ammesso l’uso di personal computer, tablet, i-pad e similari per l’inserimento dati.

Non è consentito in Sala di studio l'uso di telefoni cellulari, smartphone e similari.

E’ vietato introdurre in Sala di studio borse, cartelle e contenitori di qualsiasi genere, custodie dei computer, ombrelli, cappotti, cibi e bevande, bagagli voluminosi di qualunque tipo, che vanno depositati negli appositi armadietti esterni; sono possibili controlli ed ispezioni in entrata ed uscita.

E' vietato occupare in due o più persone i medesimi tavoli in Sala di studio, salvo autorizzazione del personale di sala.

Per garantire in Sala di Studio il massimo silenzio, i colloqui tra gli studiosi devono svolgersi negli spazi predisposti. Non sono ammessi comportamenti che possono disturbare o essere lesivi della dignità delle persone.

Non è consentito scompaginare l’ordine dei documenti e dei fascicoli, in qualsiasi stato si trovino, né apporre segni o numerazioni sulle carte e sui libri.

Nel caso in cui il materiale si presenti in disordine, lo studioso è invitato ad avvertire il personale di Sala.

È vietata qualsiasi azione o uso che possa danneggiare il materiale documentario e bibliografico, nonché la sottrazione e la mutilazione dello stesso.

E’ vietato effettuare la riproduzione dei documenti con telefoni cellulari, macchine fotografiche, tablet, smartphone, iPad e similari senza la preventiva autorizzazione del personale di sala.

E’ vietato fumare.

L’utente è tenuto a rispettare le disposizioni contenute nel Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento di dati personali per scopi storici (Provvedimento del Garante n. 8/P/2001 del 14 marzo 2001).

Gli studiosi non ottemperanti a tali disposizioni, dopo essere stati diffidati, possono essere allontanati dalla Sala di studio e, nei casi più gravi, possono essere esclusi, temporaneamente o definitivamente, dalla Sala di Studio, oltre che denunciati all’autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni e le eventuali sanzioni penali.

Negli ambienti frequentati dagli utenti è in funzione un impianto di videosorveglianza.

 

ASSISTENZA IN SALA DI STUDIO

 

Il personale assicura il servizio di prima assistenza e orientamento agli studiosi durante l’intero orario di Sala di studio ed è munito di cartellino identificativo.

Il personale di Sala fornisce agli studiosi consulenza tecnico-scientifica, informazioni di carattere storico-istituzionale, informazioni sui complessi documentari, nonché chiarimenti ed indicazioni sulle modalità di consultazione degli strumenti di ricerca.

Per l’individuazione del materiale documentario e bibliografico da consultare, lo studioso può avvalersi degli strumenti di corredo alla ricerca messi a disposizione del pubblico: inventari, elenchi, rubriche, schedari bibliografici, che devono essere ricollocati al loro posto a opera degli studiosi.

E’ disponibile inoltre una postazione PC per la consultazione degli inventari e dei fondi digitalizzati on-line.

 

BIBLIOTECA D'ISTITUTO

 

Nell’archivio di Stato di Gorizia è presente una Biblioteca d’Istituto. La consultazione del materiale bibliografico deve avvenire solo in Sala di studio ed è escluso il prestito esterno per gli utenti.

Il servizio delle biblioteche degli Archivi di Stato è regolato dal R. D. n. 1163/1911 e dalle Linee-guida stabilite dalla Circolare del Ministero per i beni e le attività culturali n. 249 del 26 novembre 1997 (Regolamento delle biblioteche degli Istituti archivistici).

 

RICHIESTA E CONSULTAZIONE DEL MATERIALE DOCUMENTARIO E BIBLIOGRAFICO

 

Individuata la collocazione archivistica o bibliografica del materiale da consultare, lo studioso ne fa richiesta al personale di sala, il quale compilerà l’apposito blocchetto.

Il personale di sala provvede anche alla registrazione delle richieste sulla scheda personale dello studioso allegata alla domanda.

I pezzi sono prelevati nello stesso giorno della richiesta e la consegna avviene nel più breve tempo possibile, compatibilmente con l’affluenza degli utenti e con le unità lavo-rative presenti.

La presa delle unità archivistiche e bibliografiche è continua sia durante l’apertura antimeridiana che pomeridiana della Sala di studio. Il tempo di attesa è di circa 10 minuti.

La presa si effettua dall’apertura della Sala di studio, fino a 15 minuti prima della chiusura della stessa.

Normalmente non ci sono limiti al numero delle richieste di pezzi o della eventuale loro riproduzione.

Limitazioni potrebbero essere imposte da difficoltà oggettive, determinate da cause come la complessità della ricerca o il ridotto numero delle unità lavorative presenti.

E' consentita la consultazione di un solo pezzo per volta. Per la consultazione simultanea di pezzi complementari (ad es. rubriche e atti) occorre l’assenso del personale di Sala di studio.

La consultazione dei documenti è strettamente personale e non è consentito scambiarsi le unità documentarie senza autorizzazione del personale di Sala di studio.

 

CONSULTABILITÀ DEI DOCUMENTI

 

La consultabilità dei documenti d’archivio è regolata dagli artt. 122-127 del D. Lgs. n. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo il quale:

I documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili con eccezione di:

  • quelli riservati per motivi di politica interna e estera, che diventano consultabili 50 anni dopo la loro data;
  • quelli contenenti dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale (dati sensibili), che diventano consultabili 40 anni dopo la loro data;
  • quelli contenenti dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale e i rapporti riservati di tipo familiare (dati sensibilissimi), che diventano consultabili 70 anni dopo la loro data.
  • quelli relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano consultabili 40 anni dopo la loro data.
  • quelli versati ai sensi dell’articolo 41, comma 2 del Codice, fino allo scadere dei termini indicati al comma 1 dello stesso articolo.

Il Ministro dell’Interno, previo parere del direttore dell’Archivio di Stato competente e udita la commissione per le questioni inerenti alla consultabilità degli atti di archivio riservati, istituita presso il Ministero dell’Interno, può autorizzare la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato conservati negli archivi di Stato anche prima della scadenza dei termini indicati. L’autorizzazione è rilasciata, a parità di condizioni, ad ogni richiedente. [1]

I documenti per i quali è autorizzata la consultazione conservano il loro carattere riservato e non possono essere ulteriormente utilizzati da altri soggetti senza la relativa autorizzazione.

A tali disposizioni sono assoggettati anche gli archivi e i documenti di proprietà privata depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredità o legato. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredità o legato i documenti possono anche stabilire la condizione della non consultabilità di tutti o di parte dei documenti dell'ultimo settantennio. Tale limitazione non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata.

Anteriormente al decorso dei termini indicati, i documenti restano accessibili ai sensi della disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi (L. n. 241/1990). Sull'istanza di accesso provvede l'amministrazione che deteneva il documento prima del versamento o del deposito, ove ancora operante, ovvero quella che ad essa è subentrata nell'esercizio delle relative competenze.

Si ricorda che la consultazione dei documenti contenenti dati personali deve avvenire nel rispetto del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento di dati personali per scopi storici (Provvedimento del Garante n. 8/P/2001 del 14 marzo 2001) e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003) e che l’autorizzazione alla consultazione dei documenti contenenti dati personali non solleva lo studioso dalla responsabilità penale e civile per i reati o danni derivanti a persone e a enti per l’indebita citazione di nomi e cognomi e per la diffusione delle notizie contenute nei documenti consultati.

 

[1] La domanda, in carta semplice, va inoltrata alla Prefettura locale per il tramite dell’Archivio di Stato.

Nella domanda sono da indicare le generalità del richiedente, gli estremi di un documento di riconoscimento, il titolo di studio, la qualifica professionale, l’argomento della ricerca, lo scopo della ricerca, le segnature archivistiche e le unità archivistiche di cui si chiede la consultazione, nonché eventuali ulteriori elementi che possono consentire all’organo di controllo competente di giudicare sulla opportunità di concedere l’autorizzazione, anche in riferimento all’attinenza dei documenti richiesti in consultazione con le finalità della ricerca stessa (Progetto di ricerca).

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RIPRODUZIONI


Il servizio di riproduzione è in grado di effettuare la riproduzione dei documenti tramite:

  • macchina fotocopiatrice b/n
  • scanner digitale (max A/3 per le nuove acquisizioni)

 

Il lavoro di riproduzione è svolto da personale interno addetto al servizio.

I documenti da riprodurre non devono essere estratti dall’unità di conservazione (busta). L’utente inserisce le apposite fascette di carta per individuare i documenti interessati, senza alterarne l’ordine nel contenitore.

La riproduzione dei documenti conservati nell’Archivio di Stato di Gorizia deve essere previamente autorizzata.

Per la richiesta di  riproduzione del materiale documentario e bibliografico è necessario compilare l’apposito modulo prestampato, indicando, oltre alle proprie generalità, la collocazione archivistica o bibliografica. di ogni documento.

Lo studioso è tenuto a rispettare le norme che tutelano il diritto d’autore e a non usare la riproduzione per scopi diversi da quelli dichiarati.

In nessun caso la concessione dell’autorizzazione alle riproduzioni comporta la concessione del diritto a duplicare le riproduzioni stesse (D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Tariffario per la determinazione di canoni, corrispettivi e modalità per le concessioni relative all'uso strumentale e precario dei beni in consegna al Ministero, artt. 3-5 ).

Il rispetto del diritto d’autore e del prodotto culturale sono di diretta responsabilità degli studiosi e degli utenti ai sensi della normativa vigente (L. n. 633/1941 e successive modificazioni ed integrazioni, L. n. 248/2000, D. Lgs. n. 68/2003 e L. n. 2/2008).

E’ vietata la riproduzione di interi volumi.

Le richieste di riproduzione di materiale bibliografico sono ammesse fino al 15% della paginazione utile del volume (escluse le pagine di pubblicità), nel rispetto dell'art . 68 della L. n. 633/41 come modificato dall'art. 2 della L. n. 248/2000.

I libri che si trovano solo in Archivio di Stato e non sono in vendita possono essere fotocopiati anche per più del 15%.

I libri della “Biblioteca Coronini” non si possono fotocopiare, ma solo fotografare.

 

Per la richiesta di fotoriproduzione del materiale documentario per fini amministrativi è necessario compilare l’apposito modulo prestampato. Detta domanda è assoggettata all’imposta di bollo.

Sulle copie fotoriprodotte per fini amministrativi (copia autenticata conforme all’originale) deve essere applicata la marca da bollo.

L’imposta di bollo è assolta ogni “quattro facciate semprechè queste siano unite o rilegate tra loro in modo da costituire un unico atto recante nell’ultima facciata la dichiarazione di conformità all’originale” (art. 5 D.P.R. n. 642/1972).

Sono esenti dal pagamento del bollo le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, i loro consorzi e le associazioni, nonché le comunità montane (art. 16, all. B, D.P.R. n. 642/1972).

La consegna delle copie avviene in giornata, previo pagamento della tariffa prevista. L'avvenuto pagamento è attestato dal rilascio di regolare ricevuta.

Le tesi di laurea e di dottorato possono essere riprodotte solo se la richiesta è accompagnata dall’autorizzazione sottoscritta dall’autore, al fine di garantire i diritti alla proprietà intellettuale che competono agli autori delle tesi stesse.

Per i costi si veda il tariffario.

 

Fotocopie

Per la richiesta di riproduzione del materiale documentario e bibliografico, è necessario compilare con le proprie generalità l’apposito modulo prestampato (fac-simile).

Per ogni documento da riprodurre, lo studioso è tenuto ad indicare: nome del fondo, numero di busta, numero di fascicolo, numero di protocollo dell'atto o, in mancanza di questo, una breve descrizione dell'oggetto. In caso di testo, si indicheranno la collocazione e gli estremi delle pagine dell'unità bibliografica da riprodurre.

I documenti da fotocopiare non vanno spostati o estratti dal fascicolo, ma semplicemente segnalati con strisce di carta, utilizzate come segnalibri.

È possibile ottenere le riproduzioni in fotocopia b/n formato A4 o A3.

Per esigenze di integrità fisica e culturale non si sottopone a fotocopiatura il materiale documentario se trovasi nelle seguenti condizioni:

atti rilegati in volume, atti su pergamena, atti con disegni acquerellati, atti deteriorati e deteriorabili, documenti in cattivo stato di conservazione, atti di eccezionali dimensioni, atti con timbri in ceralacca, mappe, miniature, carte topografiche e disegni, materiale rilegato o cucito.

È consentita per i suddetti documenti la riproduzione fotografica digitale o tramite scanner.

La consegna delle copie al richiedente avviene in giornata, previo pagamento della tariffa prevista; l'avvenuto pagamento è attestato dal rilascio di regolare ricevuta. Tale servizio termina giornalmente 30 minuti prima della chiusura della Sala di studio.

Per i costi si veda il tariffario.

Per ulteriori informazioni e limitazioni, si veda la sezione Riproduzioni del presente regolamento.

 

Scansioni

Per la richiesta di scansione del materiale documentario e bibliografico, è necessario compilare l’apposito modulo prestampato (fac-simile).

Le riproduzioni digitali tramite scanner possono essere realizzate in formato .jpg o .tiff, al massimo in formato A/3.

I documenti scansionati possono essere copiati su CD-ROM, su DVD, su Chiavetta USB o su memorie esterne portate dall’utente.

La consegna delle copie al richiedente avviene previo pagamento della tariffa prevista. L'avvenuto pagamento è attestato dal rilascio di regolare ricevuta.

Non sono utilizzabili scanner portatili personali di qualsiasi tipo.

Per i costi si veda il tariffario.

Per ulteriori informazioni e limitazioni, si veda la sezione Riproduzioni del presente regolamento.

 

Fotografie con mezzi propri

È consentita agli studiosi, previa autorizzazione del personale di Sala di studio, la riproduzione di materiale archivistico con mezzi propri (macchine fotografiche digitali, tablet, iPad e similari).

Per la  richiesta di fotoriproduzione del materiale documentario e bibliografico, è necessario compilare l’apposito modulo prestampato (fac-simile).

Per le riproduzioni con mezzi propri non sono utilizzabili cavalletti di alcun tipo.

Chi effettua le riproduzioni con mezzi propri è tenuto a evitare interventi atti a danneggiare gli originali e a scompaginare l’ordine interno delle unità di conservazione.

Per i costi si veda il tariffario.

Per ulteriori informazioni e limitazioni, si veda la sezione Riproduzioni del presente regolamento.

L’Archivio di Stato si riserva di chiedere copia delle riproduzioni effettuate.

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PUBBLICAZIONI


 

Citazioni obbligatorie

Le pubblicazioni, gli elaborati, i lavori e le tesi di laurea e di dottorato curate dagli studiosi devono recare le citazioni delle fonti documentarie e librarie consultate presso l’Archivio di Stato con relative segnature archivistiche e bibliografiche; vanno inoltre citati gli strumenti di ricerca visionati in Sala di Studio, quando se ne riporti il testo o una sua parte, ed il nome del suo compilatore.

Gli utenti saranno informati da parte del personale di sala circa la forma corretta da adottare per le citazioni delle fonti documentarie e bibliografiche.

Per poter pubblicare o utilizzare in facsimile il materiale archivistico dell’Archivio di Stato di Gorizia, il richiedente è tenuto a inoltrare al Direttore una domanda di autorizzazione, anche scaricabile on-line, corredata da una marca da bollo da € 16,00.

L’autorizzazione alla pubblicazione è valida limitatamente a un solo Paese e alla prima edizione della stessa; per ulteriori utilizzazioni dovrà essere richiesto un permesso specifico.

La pubblicazione dovrà obbligatoriamente riportare le seguenti informazioni:

  • per ogni documento pubblicato dovrà essere indicata la segnatura archivistica completa, con l’indicazione dell’Archivio di Stato di Gorizia;
  • all’interno della pubblicazione dovrà essere riportata la dicitura: “Su concessione dell’ASGO, prot. n. …. del …. Divieto di riproduzione”, come riportato sulla autorizzazione alla pubblicazione.

 

Lo studioso sottoscrive l’ impegno a consegnare alla Biblioteca dell’Istituto:

n. 1 copia dell’opera in cui sarà inserita la riproduzione      oppure

n. 3 copie del lavoro pubblicato      oppure

n. 1 copia della tesi di laurea o di dottorato.

 

Diritto d’autore

Il rispetto del diritto d’autore e del prodotto culturale sono di diretta responsabilità degli studiosi e degli utenti ai sensi della normativa vigente.

L’autorizzazione alla pubblicazione non esonera il ricercatore dall’accertamento e dalla regolarizzazione di eventuali diritti d’autore spettanti ad altri soggetti sugli stessi beni.

 

Disposizioni

Ai sensi e per gli effetti del D. L. n. 433/1992, convertito nella L. n. 4/1994 e dei D. M. 31.1.1994 e D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo studioso:

  • dichiara che la pubblicazione ha finalità istituzionali e riveste carattere tecnico scientifico;

(ovvero)

  • dichiara che la pubblicazione ha tiratura inferiore a 2.000 copie e con un prezzo di copertina inferiore a € 77,47;
  • si impegna ad indicare nella pubblicazione la provenienza del documento ed a riportare la dicitura “su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Archivio di Stato di Gorizia”;
  • si impegna a presentare all’Archivio di Stato, prima della diffusione, un esemplare per ottenere il relativo nulla osta ed a consegnare gratuitamente n. 3 copie della pubblicazione;
  • si impegna a comunicare eventuali ristampe o riutilizzo della matrice, assoggettandosi in tali ultime ipotesi al pagamento del corrispettivo stabilito dal D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

Per i costi si veda il tariffario.

 

Esenzioni

Per le pubblicazioni a stampa con tiratura inferiore a 2000 copie e prezzo di copertina inferiore a €77,47 il richiedente è esente dal pagamento di tariffe per diritti di riproduzione: in tal caso dovrà farne esplicita dichiarazione nella domanda di autorizzazione alla pubblicazione. Anche le richieste di pubblicazione da parte di soggetti pubblici sono esenti dal pagamento dei diritti di pubblicazione se a scopo di valorizzazione e in base ad accordi stabiliti con la direzione.

Ricordiamo che le riproduzioni di beni culturali richieste all’Archivio di Stato di Gorizia per uso strettamente personale o per motivi di studio non possono essere duplicate, utilizzate per fini di lucro, diffuse, divulgate o vendute al pubblico. La violazione di tale impegno comporta l’esclusione dall’accesso negli istituti culturali dello Stato, nonché l’applicazione delle sanzioni previste dalle leggi per la rilevanza del fatto (D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, art. 3).

 

La direzione si riserva di valutare ogni casistica diversa da quelle sopra indicate.

 

Pubblicazioni sul web

Per la richiesta di riproduzioni di documenti da pubblicare su un sito web, la concessione è valida per un solo sito.

Le immagini saranno contrassegnate dal watermark dell’istituto.

Le immagini acquisite non potranno essere ulteriormente riprodotte (Legge n. 106/2014).

Le riproduzioni dovranno riportare la menzione “su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Archivio di Stato di Gorizia”, nonché l'espressa avvertenza del divieto di ulteriore riproduzione.

 

Tesi di Laurea

Al momento della consegna della tesi di laurea (n. 1 copia) lo studioso è tenuto a dichiarare su apposito modulo le modalità di consultazione e di riproduzione della propria tesi (fac-simile).

Le tesi di laurea o di dottorato possono essere consultate dopo cinque anni, salvo diversa indicazione dell'Autore.

L’Archivio di Stato di Gorizia può accettare le tesi di laurea anche in formato "CD -ROM" o “DVD”.

Le tesi di laurea e di dottorato possono essere riprodotte solo se la richiesta è accompagnata dall’autorizzazione sottoscritta dall’Autore, al fine di garantire i diritti alla proprietà intellettuale che competono agli autori delle tesi stesse.

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MOSTRE

 

Prestito di documenti originali

La lettera di richiesta di prestito per la mostra va inoltrata alla segreteria dell’Istituto, che provvederà al successivo inoltro al Ministero, per l’autorizzazione.

La richiesta dovrà contenere i seguenti dati: titolo, durata, documenti che si intendono esporre, con l’indicazione di fondo archivistico, busta, filza, atto.

Saranno a cura del richiedente le spese di copertura assicurativa dei documenti fino alla riconsegna, con valore stabilito dall’ Archivio di Stato di Gorizia.

La riconsegna dei documenti in sede sarà immediatamente successiva alla chiusura della mostra.

Nel caso di proroga della mostra, il richiedente è tenuto a presentare una ulteriore domanda, soggetta al parere favorevole dell’ Archivio di Stato di Gorizia e ad autorizzazione ministeriale.

 

Non vengono accolte richieste di prestito di documenti che, a giudizio della Direzione, vedrebbero compromesso il loro stato di conservazione.

La Direzione si riserva di valutare ogni casistica diversa da quella sopra indicata.

 

RISERVE

La Direzione si riserva, per il miglior funzionamento della Sala di studio, di modificare o derogare alle presenti disposizioni.

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