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Cittadinanza

 

I trattati di pace seguiti alle due guerre mondiali hanno portato a una ridefinizione dei confini della provincia di Gorizia.

Dopo la prima guerra mondiale Gorizia, territorio dell'Impero asburgico, passa al Regno d'Italia e per la popolazione residente nel goriziano si apre la questione della cittadinanza.

Per essere riconosciuti cittadini italiani, requisiti indispensabili erano la lingua d'uso italiana e la pertinenza. La presenza di entrambi i requisiti garantiva l'iscrizione nelle “Liste dei cittadini di pieno diritto” dei Comuni; ogni altro caso prevedeva una richiesta ufficiale, a cura dell'interessato.

Una nuova ridefinizione dei confini dopo la seconda guerra mondiale riapre la questione cittadinanza. I requisiti per l'ottenimento della cittadinanza italiana diventano: lingua d'uso italiana, domicilio al 10 giugno 1940 in territorio ceduto, cittadinanza italiana al 15 settembre 1947.

 

Elenco

Per agevolare il reperimento degli atti, è stato avviato il lavoro di elencazione dei nomi dei fascicoli prodotti dalla Prefettura con classifica 1.11.4 “Cittadinanza” a partire dal 1931.

Sono presenti: richieste di opzione, richieste di certificati atti a dichiarare la cittadinanza per scopi amministrativi (richiesta uso danni di guerra, uso pensione, uso iscrizione scolastica, uso lavoro), richieste di cancellazione per opzione per una cittadinanza diversa, lettere di invito a trascrivere nei registri dello stato civile il provvedimento di opzione.

 

Vengono pubblicati i nominativi delle pratiche che hanno maturato 70 anni (lettere A-G, M-P). La serie è in corso di revisione.

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